Spaccio di droga online


droLa State Food and Drug Administration (SFDA), ha recentemente colpito ancora, bandendo dal web altri 23 siti ritenuti illegali o associati allo smercio di sostanze stupefacenti. Questi portali internet, organizzati da esperti nel settore (in particolare venditori online), dietro nomignoli ingannevoli, facevano della vendita di droga la loro principale attività, proponendo medicinali dai nomi molto vicini agli originali e portando in inganno milioni di visitatori forse troppo poco smaliziati. Attraverso il pericoloso canale web non solo vengono smerciate sostanze illegali quali ad esempio droghe sintetiche o di differenti tipologie, ma si può passare anche dal commercio di armi, al gioco d’azzardo online, alimentando la vendita di organi umani, per finire con il diffusissimo traffico di prostitute (secondo un noto economista cinese, Yang Fan, un’attività come quella della prostituzione, nel territorio cinese conta almeno 20 milioni di prostitute. A loro viene attribuito un reddito pari al 6 % del Pil cinese; un fenomeno questo sicuramente tollerato dalle autorità cinesi). Migliaia sono gli agenti predisposti al controllo dell’illegalità della rete ma si calcola che più di 3.000 sono i siti fuorilegge che nascono giornalmente.
Disagi provocati dal così detto Triangolo d’Oro (area tra il Myanmar, la Tailandia e il Laos) inoltre da sempre preoccupano le autorità asiatiche per gli enormi quantitativi di droghe (sintetiche e non) destinate al traffico in Cina. Il governo cinese dal canto suo ha stabilito un piano di sostituzione delle piantagioni di papaveri emanando alcuni importanti incentivi verso coloro che effettueranno un drastico cambiamento delle sostanze coltivate. Un esempio significativo però di come questo tipo di iniziativa non funzioni (troppo esigui sono i fondi forniti alle famiglie), è in suolo cinese rappresentato dalla città di Banlao. Un paese che vive interamente dei proventi del mercato della droga, favorito dalla posizione di confine con il Myanmar. L’estrema povertà del luogo ha portato numerose famiglie a concedersi ai traffici illegali; si calcola che il 10% delle sostanze illegali entra dalla prefettura di Lancang e l’85% dalla regione (sud occidentale) dello Yunnan.
Non sono pochi quelli che sostengono che il reale problema di questi luoghi è rappresentato dalla corruzione tra i così detti signori della droga e alcune mele marce dell’autorità cinese.


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